Pittori accademici

Nei secoldi XVIII e XIX, i soggetti classici sono rimasti popolari, assieme ai nudi film pornografico nei dipinti storici. Alla fine del diciannovesimo secolo, i pittori accademici hanno continuato con i temi classici, ma sono stati fronteggiati dagli Impressionisti. Eduard Manet ha scioccato il pubblico del suo tempo dipingendo donne nude film pornografico in contesti contemporanei nel suo Colazione sull’Erba (1864) e Olympia (1865). Gustave Courbet guadagnò molte critiche per aver ritratto una prostituta nuda senza nessun tratto della dea o della ninfa, per il suo Donna con Pappagallo. Edgar Degas dipinse molti nudi di donne in circostanze normali, per esempio durante il bagno. Auguste Rodin sfidò i canoni classici dell’idealizzazione nel suo distorto ed espressivo Adamo. Con l’invenzione del film pornografico, gli artisti hanno iniziato a utilizzare il nuovo mezzo per i propri quadri ed Eugène Delacroix fu uno dei primi. Sebbene sia la tradizione accademica che quella Impressionista hanno perso la loro supremazia culturale agli inizi del XX secolo, il nudo è rimasto, seppur trasformato dalle idee del modernismo. La Venere idealizzata fu rimpiazzata dalla donna intimamente raffigurata in ambienti privati, come nel lavoro di Egon Schiele. Le moderne forme semplificate di Jean Metzinger, Amedeo Modigliani, Gaston Lachaise e Aristide Maillol richiamano l’originale divinità della fertilità più che la divinità greca. Nei primi quadri astratti, il corpo potrebbe essere frammentato o smembrato, come nel Demoiselles d’Avignon di Picasso, ma ci sono anche versioni astratte di temi classici come i Ballerini e i Bagnanti di Henri Matisse.